PRENOTA L’ESCURSIONE DA TRAPANI A FAVIGNANA E LEVANZO

Partenza dal porto di Trapani alle ore 9:30 e arrivo a Favignana per le ore 10:20.

Sosta in porto e tempo libero a disposizione per visitare il centro abitato e fare shopping, visitare il museo Ex Stabilimento Florio, fare un bagno nella spiaggio antistante al porto.

Partenza da Favignana alle ore 12:30. Si inizia a Costeggiare l’isola visitando le calette più belle e suggestive come Cala Rossa e Cala Azzurra.

Partenza per Levanzo e sosta nel porto dell’isola, tempo utile per visitare il piccolo villaggio di pescatori.

Partenza da Levanzo costeggiando il faraglione e le meravigliose calette dell’isola come Cala Fredda e Cala Minnola.

Arrivo a Trapani previsto per le ore 17:30 circa.

Per ulteriori informazioni non esitate a contattarci telefonicamente al +39 3384288863


La Farfalla, come spesso viene chiamata l’isola per le due ali che sembrano dispiegate sul fiore azzurro del mare a suggerne il nettare, deve il suo nome attuale al vento Favonio, mentre nell’antichità veniva chiamata Aegusa. In tempi recenti la sua storia si lega alla famiglia Florio che vi impianta una tonnara, la cui imponente mole domina ancora il paesaggio, vicino al porto. Ed è proprio la pesca del tonno, con la mattanza (tradizionale, ma crudele metodo per uccidere i tonni rimasti ingabbiati nella camera della morte), che nel passato ha costituito l’attività principale degli abitanti dell’isola. Favignana ha un’estensione di circa 20 kmq ed è percorsa, lungo “l’ala” occidentale, dalla Montagna Grossa che, quasi a dispetto del suo nome, non raggiunge che i 302 m d’altitudine. La parte orientale è invece più piatta ed accoglie il principale centro abitato. La costa, molto frastagliata, lascia spazio qua e là a delle spiaggette di sabbia.

Levanzo è un’isola speciale, Chi vi si ferma deve amare il mare profondamente, ma deve anche amare la terra, deve avere il gusto del vivere la natura, delle passeggiate a piedi o a dorso di mulo nei sentieri che si inerpicano verso la montagna, deve amare la gente, deve sapere stare con la gente, senza alcun pregiudizio, saperla ascoltare e sapersi raccontare, ma con discrezione.

Si vive tutti insieme, isolani e forestieri, fuori, nell’unica strada che attraversa il paese che si affaccia su Cala Dogana. Si dividono le giornate, le cose quotidiane, si chiacchera, si scherza, si raccontano storie, o si sta in silenzio.

L’isola di Levanzo ha una natura molto selvaggia, non esistono strade rotabili e l’unico modo per girarla è a piedi o in bicicletta. Il centro abitato  si trova nel paese attorno al porto e conta circa 220 residenti.

Per il resto l’isola è una vera e propria oasi naturale dove la presenza dell’uomo è molto discreta, in perfetta armonia con la bellezza e la pace del paesaggio. Avendo a disposizione poco tempo non ci resta che cominciare a camminare alla ricerca di qualche caletta interessante.

Favignana

La Farfalla, come spesso viene chiamata l’isola per le due ali che sembrano dispiegate sul fiore azzurro del mare a suggerne il nettare, deve il suo nome attuale al vento Favonio, mentre nell’antichità veniva chiamata Aegusa. In tempi recenti la sua storia si lega alla famiglia Florio che vi impianta una tonnara, la cui imponente mole domina ancora il paesaggio, vicino al porto. Ed è proprio la pesca del tonno, con la mattanza (tradizionale, ma crudele metodo per uccidere i tonni rimasti ingabbiati nella camera della morte), che nel passato ha costituito l’attività principale degli abitanti dell’isola. Favignana ha un’estensione di circa 20 kmq ed è percorsa, lungo “l’ala” occidentale, dalla Montagna Grossa che, quasi a dispetto del suo nome, non raggiunge che i 302 m d’altitudine. La parte orientale è invece più piatta ed accoglie il principale centro abitato. La costa, molto frastagliata, lascia spazio qua e là a delle spiaggette di sabbia.

Favignana

La Farfalla, come spesso viene chiamata l’isola per le due ali che sembrano dispiegate sul fiore azzurro del mare a suggerne il nettare, deve il suo nome attuale al vento Favonio, mentre nell’antichità veniva chiamata Aegusa. In tempi recenti la sua storia si lega alla famiglia Florio che vi impianta una tonnara, la cui imponente mole domina ancora il paesaggio, vicino al porto. Ed è proprio la pesca del tonno, con la mattanza (tradizionale, ma crudele metodo per uccidere i tonni rimasti ingabbiati nella camera della morte), che nel passato ha costituito l’attività principale degli abitanti dell’isola. Favignana ha un’estensione di circa 20 kmq ed è percorsa, lungo “l’ala” occidentale, dalla Montagna Grossa che, quasi a dispetto del suo nome, non raggiunge che i 302 m d’altitudine. La parte orientale è invece più piatta ed accoglie il principale centro abitato. La costa, molto frastagliata, lascia spazio qua e là a delle spiaggette di sabbia.

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